28 Posti e la cucina di Marco Ambrosino

28 è il numero dei coperti!! Perfetto per questo bistrot, dove l’accoglienza e il calore richiamano, senza dubbio, le origini dello chef che da Procida è approdato a Milano, passando per la new nordic cuisine del Noma a Copenaghen.

28 Posti:

Il locale si caratterizza per gli arredi in legno grezzo, numerose bottiglie di vino a vista e un frigo vintage che mantiene in fresco le bevande. Non si tratta di un locale dallo stile pretenzioso e questo permette una maggior esaltazione della cucina. Interessante è stata la collaborazione con i detenuti del carcere di Bollate che, beneficiando dell’art 21, hanno preso parte alla realizzazione del locale. L’aspetto sociale è ricalcato ancora dagli oggetti presenti in sala, in gran parte, provenienti dalla baraccopoli di Mathare e dal laboratorio del ferro di Jua Kali.

La terza volta in questo ristorante mi ha lasciata molto più soddisfatta delle altre. Perché? Ho riscontrato una forte crescita dello chef e della sua cucina. Ho trovato una forza di sapori e una carattere che mancava.

La cucina…una grande crescita!

La cucina del 28 Posti di Marco Ambrosino è una cucina contemporanea, capace di creare un legame tra le materie prime della sua Terra con le note acide e le tecniche di fermentazione della cucina nordica, senza mai coprirne i prodotti ma al contrario esaltandoli.

Il menù prevede del 28 Posti, oltre alla formula “alla carta”, dei percorsi degustazione da 5, 8 e 10 assaggi “a sorpresa” dello chef. Io consiglio di affidarvi a lui, indicando eventuali intolleranze o cibi non graditi. Se preferite mangiare “alla carta” vi dico subito che non avrete una grade scelta ti piatti per portata, questo forse anche per incentivare la degustazione e lasciare libero lo chef. Dal mio punto di vista mangiare non è solo sopravvivenza ma un’esperienza e come tale bisogna lasciarsi trasportare.

Io, con il mio tavolo abbiamo optato per la degustazione da 5 portate (+1 piatto). Essendo io un’amante dei dolci, sono rimasta molto contenta quando al termine della cena ci sono stati portati al tavolo quattro dessert diversi (eravamo 4 persone) che abbiamo condiviso in modo da poterli assaggiare tutti!!

Il percorso comprendeva:

  • Verza fermentata/Bergamotto/Mandorla.
  • Ostrica alla brace/Tosazu/Salmoriglio/Rabarbaro.
  • Gelato ai ricci/Canocchie/Cavolo cappuccio/Pino marino.
  • Pasta/Miso giallo/Melissa
  • Costolette di agnello

Per terminare in dolcezza questa cena, che ha visto come protagonisti il buon cibo, i sorrisi e la famiglia, quattro dessert, che non sono stati da meno, tra cui mela, nocciola, geranio odoroso e tre varietà di cioccolato, lampone, gelato al cereale.

Il piatto che più mi è rimasto impresso è stata la verza fermentata con il bergamotto e la mandorla. Qui è possibile percepire l’umani, il sapore che non riesci a dimenticare e quello di cui difficilmente ti stancherai.

Da migliorare la pasta, molto delicata rispetto al resto della degustazione ed indietro di cottura.

La sala si è presentata all’altezza della cucina, preparata, attenta e cordiale.

Dove

Via Corsico 1, Milano

 

Quando

  • Lunedì – Chiuso
  • Martedì 12.30/14.30 – 20.00/23.00
  • Mercoledì 12.30/14.30 – 20.00/23.00
  • Giovedì 12.30/14.30 – 20.00/23.00
  • Venerdì 12.30/14.30 – 20.00/23.00
  • Sabato 12.30/14.30 – 20.00/23.00
  • Domenica 12.30/14.30 – 20.00/23.00

Prezzo medio

€ € € €

Buona cena 😉

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