La pizza “speciale” di Berberè ora anche in Via Vigevano.

La prima parola che mi viene in mente è finalmente! Questo perché con l’apertura in via Vigevano ora si trova proprio a due passi da casa mia e so già che si presenterà la domanda: “Andiamo da Sorbillo o Berberè?” Una dura scelta insomma ragazzi, perché entrambi si trovano nel mio quartiere.

Per chi non conoscesse ancora questa realtà, si tratta di un progetto che nasce nel 2010 dalla passione per il cibo dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe che dalla Calabria si trasferiscono a Bologna per studiare Economia, dove decidono poi di aprire la prima pizzeria, precisamente a Castel Maggiore.

Ma questo è solo l’inizio perché a questa prima apertura ne seguiranno altre sei, arrivando ad avere ad oggi sette locali sparsi per l’Italia. Ebbene si, la loro pizza la potete trovare a Castel Maggiore, Bologna, Firenze, Torino, Milano e Roma.

La loro pizza non si colloca tra le pizze napoletane, né tra le pizze romane…è Speciale!

L’idea è quella di rielaborare un cibo così semplice e umile, mantenendone l’artigianalità e senza troppe sofisticazioni gourmet e io credo che ci stiano riuscendo alla grande. Utilizzano materie prime freschissime e biologiche, studiano l’impasto sperimentandone sempre di nuovi, il tutto all’interno di locali giovani e semplici con tavoli e sedie che richiamano i tempi della scuola e pareti con mattoni a vista. La prima apertura a Milano è stata in zona Isola, per poi fare la doppietta in via Vigevano.

Nel secondo locale hanno mantenuto il format del primo, ricavando, rispetto al primo, uno spazio a vista interamente dedicato ad cucina ben attrezzata. Grazie alle attrezzature che possiedono sono in grado di fare anche i dolci, cosa inusuale per una pizzeria, dato che il più delle volte provengono da pasticcerie esterne al locale.

Unica nota dolente è il forno un po’ nascosto in questo secondo locale, rispetto al primo.

Tornando alle pizze…posso dirvi che l’impasto è veramente ottimo, super digeribile e della pizza non lascerete nulla nel piatto, anche i non amanti del cornicione lo faranno, fidatevi di me!

La sera è possibile richiedere con un piccolo sovrapprezzo due impasti ancora più speciali, quello al farri integrale e quello idrolisi. Non spaventatevi alla parola idrolisi perché non c’è assolutamente nulla di chimico, ma al contrario questo permette di evitare l’utilizzo del lievito nella preparazione dell’impasto.

Insomma, volete sapere perché la pizza di Berberè è così buona?

Eccovi alcuni motivi, che si aggiungono alla bravura delle persone che ci lavorano:

  • Farine semintegrali biologiche macinate a pietra di grano, enkir, kamut, segale e mais.
  • 24 ore di fermentazione lenta a temperatura ambiente con pasta madre viva.
  • Ingredienti di altissima qualità, biologici e da presidi slow food.
  • Impasto alternativo realizzato con idrolisi degli amidisenza impiego di lievito.
  • Lavorazione non sottile dell’impasto che permette un pieno sviluppo degli alveoli, per una pasta leggera dentro e croccante fuori.
  • Utilizzo esclusivo di ingredienti stagionali.
  • Pizza tagliata in 8 fette con il condimento di ogni singola fetta per un perfetto equilibrio tra base e farcita.

Sono stata da Berberè di recente con mio papà e mia sorella e le nostre scelte di pizza sono state: acciughe di Cetara, pomodoro, cipolla rossa di Tropea, limone e origano; salsiccia di Mora Romagnola, olive taggiasche, rosmarino, limone e fiordilatte; zucca arrostita, funghi misti saltati, taleggio, prezzemolo e fiordilatte.

Gli impasti scelti sono stati: normale, idrolisi e farro integrale.

Per concludere in bellezza, il mio papà goloso ha anche voluto assaggiare il semifreddo alla nocciola con salsa al caffè che ha gradito moltissimo.

Rifatevi gli occhi 😉

 

Qual’è la vostra pizzeria preferita? Lasciate un commento o scrivetemi!

 

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